CONNY STOCKHAUSEN – IL VERO AMORE NON CI E’ CONCESSO

Le poesie di Elizabeth Eleanor Siddal a cura di Conny Stockhausen

tutte le poesie di Elizabeth Eleanor Siddal con la rispettiva traduzione italiana di Conny Stockhausen,con testo in lingua originale a fronte

Come lo stesso autore del libro ci spiega: L’ idea è nata dal libro di Remo Bodei Piramidi di tempo spiega Stockhausen(…). Ho voluto recuperare la sua storia anche per dimostrare che Lizzy era un’ artista a tutto tondo, pittrice e poetessa e non solo modella dei preraffaelliti. Sono versi inquieti i suoi. La sorella di Rossetti li definì troppo tristi per essere pubblicati .Una tristezza malinconica come dicono i versi che chiudono il volume, niente tranne il riposo/sembra buono per me .Per la primavolta appaiono integralmente in Italia le poesie di Elizabeth (Il vero amore non ci è concesso. Le poesie di Elizabeth Eleanor Siddal, a cura di Conny Stockhausen, Panda Edizioni, Padova, 2006, pp.48, € 7,50) una manciata di brevi componimenti dotati di una grazia e di una levigatezza gotico-romantica, in cui si presagisce tutta la consapevolezza della morte vicina. La bella morte in età giovane, leitmotiv dell’ epoca vittoriana, viene declinata in versi leggeri, carichi di un sentimento di irrimediabile finitezza dell’ amore. Il corpo

che si avvia alla distruzione vede una speranza nel risorgere dello spirito,nell’ unione mistica degli amanti sul sepolcro, nel letto di erba che diviene una culla per l’ anima, nel fiume che scorre eterno.

Ma chi era Elizabeth Eleanor Siddal?

Nota per essere stata la modella prediletta dei preraffaelliti,(…)Elizabeth Eleanor Siddal è soprattutto associata alla figura di Dante Gabriele Rossetti, col quale ebbe un rapporto controverso di amore ed odio. Ma Elizabeth non fu solo un’ amante o una musa, bensì un’ artista dotata di un talento sincero e di un’ attitudine all’ arte pura e piena di grazia.Elizabeth Eleanor Siddal (1829-1862) è passata alla storia come la musa dei preraffaelliti ma non tutti sanno che Lizzie (…) era malata sin da giovanissima, anche se non è ancora chiaro agli storici di quale natura fossero tali disturbi. Le cronache parlano di una strisciante depressione, divenuta ben presto follia, dopo che la sventurata partorì un bambino morto. Dopo l’ amore passionale [Tra Elizabeth e Dante Gabriel Rossetti ndr](…) Rossetti cominciò una lunga serie di tradimenti che culminò con la follia adorante per Jane Morris, la moglie del suo migliore amico(…).Nell’ ambiente insieme promiscuo e casto della Red House Jane incarnò la bellezza sensuale, la Persefone ammaliatrice ed oscura, mentre Lizzie divenne l’ emblema della spiritualità e della purezza ultraterrena. Dopo che la bella Jane, nello stesso periodo dell’ aborto di Lizzie, diede alla luce un bimbo che avrebbe potuto essere di Dante, Elizabeth si tolse la vita, avvelenandosi con l’ essenza del fiore del laudano.

Da allora, Rossetti che già n’ era ossessionato in vita, divenne l’ ombra di se stesso. Fece seppellire nella tomba di Elizabeth un libro di versi che aveva composto per lei, ma dopo dieci anni decise di

pubblicare queste poesie per riassestare le sue finanze, e fece disseppellire il cadavere. (…)Le poesie di Rossetti passarono però inosservate al grande pubblico e non risollevarono l’ autore, che esattamente dieci anni dopo, colto dai rimorsi, tentò il suicidio con lo stesso rito che aveva officiato sua moglie.

PANDA ISBN 88- 8885- 253- 0

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SIDDAL E PLATH: STRANE COINCIDENZE…

elizabeth siddhal

Può esistere un collegamento poeti con tra Sylvia Plath e Elizabeth Eleanor Siddal?

1- Nelle poesie di Elizabeth Eleanor Siddal L’ amore si alterna all’ odio per l’ uomo bugiardo e vile che ha osato ingannare un’ anima bella. In

Sylvia Plath c’ è lo stesso sentimento: Per te o chiunque sono troppo pura./il tuo corpo/mi offende come il mondo offende Dio

2- La Morte in Elizabeth Eleanor Siddal rappresenta un ritorno alle origini tanto quanto in Plath, che si getta nel calderone del mattino (la creazione) in Ariel che in Io sono verticale dice «e

sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:/finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me»

Coicidenze biografiche?

  1. Sylvia è morta esattamente 101 anni dopo Lizzie, quasi alla stessa età (Sylvia e Lizzie 32 anni), e ha scelto per il suo suicidio esattamente lo stesso giorno della sua sfortunata antenata: l’ 11 febbraio
  2. Elizabeth cerca un rimedio ai suoi problemi psichici nella droga del laudano,così come Sylvia subisce una difficile psichiatrizzazione – non c’ è dunque da stupirsi se l’ 11 febbraio è anche lo stesso giorno scelto per suicidarsi dalla poetessa Amelia Rosselli –.
  3. Nel 1861 Elizabeth abortisce, esattamente cento anni dopo, nel 1961, anche Sylvia Plath perde un bambino che lascia traccia di questo dolore in molte poesie.
  4. Se l’ ossessione per l’ acqua e per lo scorrere si rivela in molti componimenti di Elizabeth – che fa sua l’ immagine che Millais le ha dipinto addosso come un sudario di morte non deve stupire se la poesia di Sylvia Io sono verticale fa parte di una raccolta chiamata Attraversando l’ acqua (1971), che prende il nome dall’ omonima poesia in cui si riaffaccia lo specchio della morte: «Ogni mattina il suo viso si alterna all’ oscurità./In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontro».
  5. Entrambe in perenne lotta intestina tra aspirazione personale e dovere coniugale, hanno ambedue condiviso la medesima passione dei loro mariti, ma il loro talento ha generato gli stessi conflitti e la stessa tragica fine.
  6. La Beata Beatrix Lizzie viene ritratta come una musa morta giovane che assomma su di sé la purezza della giovinezza e l’ incorruttibilità dell’ eternità poetica. Una musa delusa, che infrange lo specchio della rappresentazione maschile attraverso una propria partenogenetica mitopoiesi. Una sorta di santificazione che ha accomunato altre poetesse di epoche lontane e vicine, si pensi solo ad Anne Sexton.
  7. Problema centrale rimane l’ immagine in scena: donne che amano troppo, impossibilitate a mettere il proprio talento davanti a quello dell’ uomo, donne che i loro uomini hanno amato e tradito, innalzato e abbandonato con la stessa intensità, (…)
  8. Rossetti cercherà l’ emulazione della morte e il rito della profanazione del sepolcro come riappropriazione della scena, Ted Hughes distruggerà l’ ultimo diario di Sylvia.

Le analogie tra Lizzie e Sylvia sono molteplici e non fanno pensare a una semplice casualità: le loro parole, costantemente dissepolte da altre schiere di donne, continuano a scorrere eterne, come Ofelia, nel fiume della poesia.

(Chiara Cretella Ritratto della musa da giovane – recensione apparsa su STILOS n.25 19 Dicembre 2006)

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